Se l’Asse avesse vinto. Memoria e antifascismo in Primo Levi tra passato, presente e ucronia

Contenuto principale dell'articolo

Simone Ghelli
https://orcid.org/0000-0002-0376-6891

Abstract

Il saggio indaga il nesso tra Memoria e Antifascismo nella produzione saggistica di Primo Levi degli anni Sessanta e Settanta. A partire dalla definizione di fascismo elaborata nel saggio del 1975 Così fu Auschwitz, ricostruisce l’evoluzione della riflessione di Levi sul fascismo, inteso sia come fenomeno storico sia come possibilità politica ricorrente. Lo studio sostiene che le intuizioni già presenti in Se questo è un uomo vengano riconfigurate alla luce del riemergere dei movimenti neofascisti negli anni Sessanta. Nei suoi scritti commemorativi e giornalistici di questo periodo, Levi riafferma il legame costitutivo tra la memoria dei crimini perpetrati dalle forze fasciste durante il secondo conflitto mondiale e l’eredità etico-politica dell’antifascismo. Tale legame viene articolato attraverso il ricorso all’ipotesi allostorica della vittoria dell’Asse – lo spettro controfattuale di un progetto di dominazione razziale la cui sconfitta storica non ne neutralizza il potenziale latente. Il saggio si conclude con una lettura del racconto Oro, dal Sistema periodico (1975), come momento culminante della riappropriazione e reinterpretazione, da parte di Levi, della propria esperienza partigiana.

Dettagli dell'articolo

Biografia autore

Simone Ghelli, Università di Ferrara

Simone Ghelli è ricercatore post-doc presso l’Università di Ferrara, dove è membro del team di ricerca del progetto ERC LeviNeT. È autore di La vita è ingiusta. Il doloroso darwinismo di Primo Levi, 2024 e di The Suffering Animal: Life Between Weakness and Power, 2023. Insieme a Stefano Bellin ha curato il volume Levi Beyond Levi: Creative Engagements with Primo Levi, 2026.