Primo Levi e le tentazioni del «quasi-eguale». Considerazioni a partire da Potassio
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Abstract
Il saggio analizza, a partire da un’analisi testuale, il racconto Potassio, pubblicato all’interno de Il Sistema Periodico, di Primo Levi. Viene ricostruito il contesto storico a cui obliquamente rinvia nella prima parte, in cui descrive i limiti della formazione politica antifascista della sua generazione, per poi riflettere sulla relazione con la seconda parte del racconto, in cui narra dell’incontro con la figura de «l’Assistente» e di un incidente di laboratorio che conduce a un’esplosione. L’intento è di mostrare come sia ciò che Levi, in conclusione, definisce la «morale» che trae dall’esperimento nel laboratorio di chimica ad attribuire un significato alla prima parte del racconto, fornendo una chiave attraverso cui rileggere la sua riflessione sulla scoperta della politica e la successiva, fallimentare, esperienza partigiana. Quella «morale», che mette in guardia dai rischi del «quasi-eguale», apre a diversi problemi, offrendo un punto di attacco per ragionare non solo sui modi in cui lo stesso Levi si misura negli anni Settanta con l’utilità (e i limiti) delle analogie storiche, ma più in generale per riflettere sulla grammatica e la retorica della memoria e sul dibattito attuale relativo agli usi delle evocazioni della Shoah.
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