Il perché del nostro destino, del nostro essere oggi qui. Le curae chymicorum e l’acutezza dell’ingegno ebraico
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Abstract
L’articolo affronta la questione dell’ebraismo in Levi: nel periodo che precede e accompagna l’ingresso dello scrittore nella facoltà di Chimica. L’analisi si fonda su alcune fonti poco conosciute, in particolare il capitolo Gli Ebrei e la chimica dell’opera Sesso e carattere di Otto Weininger (1903), un classico della letteratura antisemita, il luogo dove ha origine lo stereotipo dell’«acutezza» ebraica, che ritorna nel finale del capitolo su Ulisse di Se questo è un uomo. Quel libro e quel concetto riemergeranno negli anni Settanta, al momento della stesura del Sistema periodico, il cui titolo in un primo tempo, Levi voleva che fosse Curae chymicorum, espressione tratta sempre dall’opera di Weininger.
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