ANNALI SCUOLA NORMALE SUPERIORE - CLASSE DI LETTERE E FILOSOFIA https://journals.sns.it/index.php/annalilettere <p>Fondati nel 1873, gli <strong>Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia </strong>sono una rivista scientifica di ambito umanistico a cadenza semestrale, che si caratterizza per la natura pluridisciplinare dei contenuti pubblicati.</p> <p>ISSN <a href="https://portal.issn.org/resource/ISSN/0392-095X" target="_blank" rel="noopener">0392-095X</a> (print)<br /><span style="font-family: 'Noto Sans', 'Noto Kufi Arabic', -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">E-ISSN <a href="https://portal.issn.org/resource/ISSN/3035-3769" target="_blank" rel="noopener">3035-3769</a></span><span style="font-family: 'Noto Sans', 'Noto Kufi Arabic', -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> (online)</span></p> Scuola Normale Superiore - Edizioni della Normale it-IT ANNALI SCUOLA NORMALE SUPERIORE - CLASSE DI LETTERE E FILOSOFIA 0392-095X Prestantior arte modernis. Il ritrovamento della sepoltura di maestro Guglielmo, scultore del pergamo del Duomo di Pisa (1162) https://journals.sns.it/index.php/annalilettere/article/view/7327 <p class="p1">L’articolo presenta il ritrovamento del sarcofago in cui fu sepolto maestro Guglielmo, scultore attivo a Pisa nella seconda metà del XII secolo. L’epitafio sul sarcofago porta alla nostra conoscenza un fatto nuovo e di grande importanza, che getta luce sulle influenze culturali attive a Pisa durante la costruzione del Duomo: l’origine tedesca dell’artista. Indirettamente, questo conferma anche ciò che Vasari scrive a proposito del tedesco Guglielmo e di Bonanno Pisano quali architetti della Torre Pendente.</p> Giulia Ammannati Copyright (c) 2026 Ammannati https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0 2026-09-21 2026-09-21 211 219 10.2422/3035-3769.202601_09 Primo Levi, la tortura e la violenza inutile: «se anch’io fossi stato torturato» https://journals.sns.it/index.php/annalilettere/article/view/7255 <p class="p1">L’articolo prende le mosse da un apparente paradosso presente nell’opera di Levi: l’autore ha sempre dichiarato di non essere stato torturato. Com’è possibile che un ebreo sopravvissuto a Auschwitz ritenesse di non essere stato torturato? Per rispondere a questa domanda, si ricostruirà il percorso che conduce dalle riflessioni di Beccaria sulla «inutile crudeltà» alle interpretazioni antifasciste del <em>Dei delitti e delle pene </em>nell’Italia del dopoguerra, in particolare quelle di Piero Calamandrei e di Alessandro Galante Garrone. In questa prospettiva sarà poi analizzato l’uso del termine ‘tortura’ da parte di Primo Levi, da <em>Se questo è un uomo </em>a <em>I sommersi e i salvati</em>, mostrando come l’autore lo impieghi in un’accezione molto ristretta. In tal modo sarà anche possibile gettare nuova luce sul dialogo postumo di Levi con Jean Améry e sul concetto di «violenza inutile». Nonostante le loro differenze, sia Améry che Levi convergono nell’identificare la specificità del nazismo nell’intenzione di infliggere la morte con il massimo dolore.</p> Gabriella Silvestrini Copyright (c) 2026 Silvestrini https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0 2026-09-21 2026-09-21 91 115 10.2422/3035-3769.202601_05 Antioco IV Epifane e Roma https://journals.sns.it/index.php/annalilettere/article/view/7213 <p class="p1">Antioco IV Epifane è stato uno dei sovrani più enigmatici della storia ellenistica. Gli Antichi lo hanno spesso etichettato come un folle, i moderni come un re sottomesso al volere di Roma. Il presente contributo si propone di rimettere in discussione queste posizioni, analizzando la natura del complesso e sfaccettato rapporto del sovrano con il mondo romano e ellenistico.</p> Geremia Burroni Copyright (c) 2026 Burroni https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0 2026-09-21 2026-09-21 169 210 10.2422/3035-3769.202601_08 Primo Levi e le tentazioni del «quasi-eguale». Considerazioni a partire da Potassio https://journals.sns.it/index.php/annalilettere/article/view/7192 <p class="p1">Il saggio analizza, a partire da un’analisi testuale, il racconto <em>Potassio</em>, pubblicato all’interno de <em>Il Sistema Periodico</em>, di Primo Levi. Viene ricostruito il contesto storico a cui obliquamente rinvia nella prima parte, in cui descrive i limiti della formazione politica antifascista della sua generazione, per poi riflettere sulla relazione con la seconda parte del racconto, in cui narra dell’incontro con la figura de «l’Assistente» e di un incidente di laboratorio che conduce a un’esplosione. L’intento è di mostrare come sia ciò che Levi, in conclusione, definisce la «morale» che trae dall’esperimento nel laboratorio di chimica ad attribuire un significato alla prima parte del racconto, fornendo una chiave attraverso cui rileggere la sua riflessione sulla scoperta della politica e la successiva, fallimentare, esperienza partigiana. Quella «morale», che mette in guardia dai rischi del «quasi-eguale», apre a diversi problemi, offrendo un punto di attacco per ragionare non solo sui modi in cui lo stesso Levi si misura negli anni Settanta con l’utilità (e i limiti) delle analogie storiche, ma più in generale per riflettere sulla grammatica e la retorica della memoria e sul dibattito attuale relativo agli usi delle evocazioni della Shoah.</p> Guri Schwarz Copyright (c) 2026 Schwarz https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0 2026-09-21 2026-09-21 46 68 10.2422/3035-3769.202601_03 Vicari e vernici. Il sistema periodico, un laboratorio degli anni Settanta https://journals.sns.it/index.php/annalilettere/article/view/7180 <p class="p1">Il saggio analizza la genesi del <em>Sistema periodico</em>, il rapporto con i temi su cui si andava interrogando Levi negli anni Settanta: in particolare, la sua legittimità di scrittore e intellettuale e la questione del potere e del potere vicario. L’argomentazione è costruita attraverso una revisione delle nuove fonti (anche epistolari) disponibili, una rilettura interpretativa di alcuni passi del libro e un dialogo con gli ultimi saggi usciti su Levi.</p> Martina Mengoni Copyright (c) 2026 Mengoni https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0 2026-09-21 2026-09-21 20 45 10.2422/3035-3769.202601_02 Un curioso caso di «autocitazione» leviana: dalla Tregua a Se non ora, quando? https://journals.sns.it/index.php/annalilettere/article/view/7177 <p class="p1">Il contributo prende in esame un singolare uso dell’«autocitazione» nell’opera di Primo Levi, documentato dal romanzo <em>Se non ora, quando?</em>: in quest’opera l’autore riscrive, infatti, alcuni episodi della <em>Tregua </em>per marcare la distanza tra sé e i personaggi del romanzo, partigiani ebrei ashkenaziti. In questo modo, Levi prosegue indirettamente la riflessione sulla propria storia.</p> Angela Siciliano Copyright (c) 2026 Siciliano https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0 2026-09-21 2026-09-21 116 128 10.2422/3035-3769.202601_06 Il perché del nostro destino, del nostro essere oggi qui. Le curae chymicorum e l’acutezza dell’ingegno ebraico https://journals.sns.it/index.php/annalilettere/article/view/7145 <p class="p1">L’articolo affronta la questione dell’ebraismo in Levi: nel periodo che precede e accompagna l’ingresso dello scrittore nella facoltà di Chimica. L’analisi si fonda su alcune fonti poco conosciute, in particolare il capitolo <em>Gli Ebrei e la chimica </em>dell’opera <em>Sesso e carattere </em>di Otto Weininger (1903), un classico della letteratura antisemita, il luogo dove ha origine lo stereotipo dell’«acutezza» ebraica, che ritorna nel finale del capitolo su Ulisse di <em>Se questo è un uomo</em>. Quel libro e quel concetto riemergeranno negli anni Settanta, al momento della stesura del <em>Sistema periodico</em>, il cui titolo in un primo tempo, Levi voleva che fosse <em>Curae chymicorum</em>, espressione tratta sempre dall’opera di Weininger.</p> Alberto Cavaglion Copyright (c) 2026 Cavaglion https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0 2026-09-21 2026-09-21 8 19 10.2422/3035-3769.202601_01 Rhetorical Analysis and Close Reading in the Scholia on Euripides’ Orestes https://journals.sns.it/index.php/annalilettere/article/view/7150 <p class="p1">Gli scolii superstiti sul primo terzo dell’<em>Oreste </em>di Euripide presentano un’insolita e densa concentrazione di osservazioni che riflettono un’abitudine alla lettura attenta, plasmata dagli interessi e dalle consuetudini della formazione retorica, la quale incoraggiava l’analisi della finalità nella scelta degli argomenti, della formulazione o delle singole parole. Questo approccio presuppone che i personaggi parlanti nei classici della letteratura possiedano una padronanza esperta del linguaggio e che spesso si impegnino in una gara di arguzia o utilizzino significati nascosti o allusioni per affermare la superiorità della propria posizione. In particolare, i dialoghi tra Elettra ed Elena e tra Oreste e Menelao ispirano numerosi commenti sulle strategie retoriche attribuite ai personaggi, e questi commenti impiegano una serie di termini difficilmente riscontrabili in altri scolii sulla tragedia.</p> Donald J. Mastronarde Copyright (c) 2026 Mastronarde https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0 2026-09-21 2026-09-21 130 168 10.2422/3035-3769.202601_07 Per Jacopo Chiavistelli a Pisa: i perduti affreschi nel Palazzo della Carovana (con una nota su Giovanni Battista Tempesti) https://journals.sns.it/index.php/annalilettere/article/view/7153 <p class="p1">Grazie al recupero di nuovi documenti, l’articolo riesamina le vicende legate alla poco nota attività pisana di Jacopo Chiavistelli, autore tra il 1676 e il 1677 circa di un perduto ciclo di affreschi commissionato dall’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano per la rinnovata Sala del Consiglio al secondo piano del Palazzo della Carovana. Le carte, proposte in trascrizione integrale in appendice, restituiscono un retroscena controverso, che sembra ben collimare con quanto narrato da un’anonima biografia manoscritta dedicata al pittore e conservata presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, secondo la quale il lavoro non fu in effetti eseguito a regola d’arte. Al contempo, la ricostruzione di questo episodio consente di avanzare nuove ipotesi in rapporto ai successivi spostamenti della Sala del Consiglio, prima – verosimilmente – nel Palazzo Auditoriale (oggi dell’Università) e infine nel vicino Palazzo dei Dodici.</p> Giulia Daniele Copyright (c) 2026 Daniele https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0 2026-09-21 2026-09-21 255 288 10.2422/3035-3769.202601_11 Notizie delle allieve e degli allievi della Classe di Lettere e Filosofia https://journals.sns.it/index.php/annalilettere/article/view/7156 <p class="p1">In questa sezione si pubblica una breve nota sulla vita interna della Scuola Normale Superiore. Dato l’elevato numero di iniziative scientifiche e istituzionali che vi si svolgono ogni anno, debitamente segnalate su <a href="http://www.sns.it" target="_blank" rel="noopener">www.sns.it</a>, la presente sezione si limita a dare una sintetica informazione sulle allieve e sugli allievi della Classe di Lettere e Filosofia in entrata, sulle licenze e sulle tesi di perfezionamento discusse nel corrente anno scolastico. Le notizie qui presentate sono riferite al periodo dal 1° dicembre 2024 al 31 ottobre 2025.</p> Irene Ricci Copyright (c) 2025 ANNALI SCUOLA NORMALE SUPERIORE - CLASSE DI LETTERE E FILOSOFIA https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0 2025-12-15 2025-12-15 411 416